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Corsi di Accompagnamento alla nascita e sostegno all'allattamento

I Corsi di accompagnamento alla nascita che conduco insieme alle colleghe ostetriche mirano a far parte di un progetto che fa si che questo corso sia un Per-corso per i neo- genitori attraverso la presa di consapevolezza della proprie risorse, competenze a abilità, per questo si chiamano PER-CORSI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA E ALLA GENITORIALITA' CONSAPEVOLE.

Di cosa si occupa la psicologa perinatale?

Il prefisso della parola stessa "Peri"- natale deriva dal greco e significa "Intorno", indica in genere posizione o movimento circolare intorno a qualche cosa, o anche soltanto vicinanza.

Dunque perinatalità è tutto ciò che riguarda la zona prossimale alla nascita, tutto ciò che circonda l'evento nativo e che riguarda la famiglia che genera e il neo-nato.

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La nascita è connotata da eventi emotivi molto forti e da grandi cambiamenti nel corpo e nella psiche, della neo-mamma ma anche del neo-papà.

Da decenni però tutta l'attenzione (medica, assistenziale, ginecologica, e spesso anche familiare) si concentra più sul periodo che precede la nascita che sul dopo. Sembra che la preparazione all'evento finisca al momento del parto e che poi si abbia il patentino per poter crescere una vita. 

Non c'è infatti e non ci sarà mai una scuola che insegna ad essere genitori poiché è una tradizione che si trasmette per via transgenerazionale e che include in sé aspetti dell'attaccamento natìo dei genitori con in più qualcosa di nuovo che essi hanno imparato dalla nuova esperienza.

Tuttavia, proprio negli ultimi anni, per via di complicate dinamiche sociali e culturali, il dopo parto è un periodo caratterizzato da grandi incertezze e solitudine.

Se fino a qualche decennio fa la partoriente veniva accolta all'interno di una grande comunità femminile che insegnava come allattare, come pulire il bambino e permetteva ristoro alla mamma; oggi purtroppo dobbiamo combattere contro la solitudine e il vuoto che si viene a cerare nelle case della neo-coppia genitoriale pochi giorni dopo il lieto evento.

L'allattamento, come il sostegno alla madre nelle sue condizioni generali, hanno bisogno di una comunità intera formata da famiglia, centri di accoglienza e gruppo solidale di mamme alla pari, fattori che soprattutto dopo l'avvento della pandemia scarseggiano sempre di più.

Secondo le statistiche, nei primi giorni di vita il 90% delle donne italiane comincia ad allattare al seno il neonato, alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 77% per poi crollare al 31% a 4 mesi e solo il 10% continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita.

Allattare al seno fa bene al bambino ed alla mamma. Il latte materno rappresenta la migliore alimentazione possibile per il neonato; tra gli effetti benefici, inoltre, è ben documentato un minor rischio di infezioni gastrointestinali, infezioni respiratorie, asma, otiti medie acute e di sviluppare a lungo termine sovrappeso, obesità e malattie collegate (malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete di tipo 2) rispetto al neonato alimentato con latte artificiale.
L’allattamento al seno mantenuto anche durante il divezzamento, può offrire protezione al lattante geneticamente predisposto alla malattia celiaca e generare uno stato di tolleranza nei confronti delle proteine introdotte, prevenendo la cascata infiammatoria e l’espressione clinica della malattia.
I vantaggi del latte materno sono ben confermati anche nel neonato pretermine attraverso una ridotta incidenza di gravi patologie quali sepsi, meningite, enterocolite necrotizzante e con miglioramento dello sviluppo cognitivo", proseguono i neonatologi.

Questa pagina nasce per iniziare a creare uno spazio per la mamma, possibile e reale.

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